Claus Wallner

Anno1926 - 1979
Autore Claus Wallner
Categoria Profili
Nato a Berlino il 4 luglio 1926, Claus Wallner cresce, insieme alla sorella e al fratello, in un ambiente familiare culturalmente stimolante, tra un padre professore di lettere e una madre educatrice. Manifesta fin da giovanissimo una spiccata inclinazione per le arti figurative, intraprendendo i primi studi di pittura presso l'Accademia di Belle Arti sotto la guida del professor Otto Freytag, con il costante incoraggiamento della zia.

Descrizione

Anno 1926 - 1979. Autore Claus Wallner. Profili. Nato a Berlino il 4 luglio 1926, Claus Wallner cresce, insieme alla sorella e al fratello, in un ambiente familiare culturalmente stimolante, tra un padre professore di lettere e una madre educatrice. Manifesta fin da giovanissimo una spiccata inclinazione per le arti figurative, intraprendendo i primi studi di pittura presso l'Accademia di Belle Arti sotto la guida del professor Otto Freytag, con il costante incoraggiamento della zia.

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Gli anni della guerra e i primi esperimenti
Durante la Seconda guerra mondiale, dopo aver conseguito la maturità, viene arruolato come ausiliario della contraerea e successivamente impiegato come radiotelegrafista a Berlino.

Nel 1945 viene trasferito a Güstrow, dove visita l'atelier dello scultore Ernst Barlach, un'esperienza che lo colpisce profondamente. Con l'avanzare del fronte fugge in bicicletta verso lo Schleswig-Holstein e trascorre gli ultimi mesi del conflitto nei pressi di Flensburg. Successivamente viene internato per circa due mesi in un campo britannico per prigionieri di guerra, dove continua a dipingere paesaggi avvalendosi di materiali di fortuna.

La formazione ad Amburgo e l'interesse per il vetro
Tra il 1946 e il 1947 vive a Garmisch lavorando come pittore. Tenta più volte di entrare all'Accademia di Belle Arti di Monaco, ma alcuni ostacoli burocratici gli impediscono l'ammissione. Saranno comunque anni fondamentali per la sua maturazione artistica e per la nascita del suo interesse verso la pittura su vetro.

Nel 1948 si trasferisce ad Amburgo e inizia gli studi all'Accademia di Belle Arti nella classe di arti applicate del professor Theo Ortner. In questo periodo realizza il progetto di una vetrata dedicata a Cristo nella tempesta, opera che viene esposta in diverse mostre d'arte sacra ad Amburgo, Brema, Lubecca ed Essen.

Il matrimonio con Ursula Querner e i grandi viaggi di studio
All'inizio degli anni Cinquanta nasce l'amicizia con la giovane scultrice Ursula Querner, destinata a diventare sua moglie e compagna di vita e di lavoro.
Nel 1951 Wallner partecipa al concorso per le vetrate del Duomo di Colonia e poco dopo riceve il suo primo incarico professionale per la Adventskirche di Amburgo-Schnelsen.

L'anno successivo, grazie a una borsa di studio ottenuta da Ursula, i due compiono un importante viaggio di studio a Parigi, nel sud della Francia e nel nord Italia. Wallner rimane particolarmente impressionato dalle vetrate di Chartres, della Sainte-Chapelle e dalle opere in vetrocemento di Fernand Léger.

Nel 1953 sposa Ursula Querner e realizza tre vetrate per la cappella battesimale della St. Gertrudkirche di Amburgo. Durante la loro esecuzione lavora presso la vetreria Derix, dove approfondisce le tecniche della pittura su vetro sotto la guida del maestro Wilhelm Geyer. Negli anni successivi riceve numerosi incarichi per opere sacre, tra cui le vetrate dell'Apocalisse per la chiesa di San Pietro a Braunschweig e importanti opere in vetrocemento per varie chiese tedesche.

La famiglia e la scoperta di Ponza
Nel 1955 nasce la prima figlia, Florentine. Wallner affina ulteriormente la tecnica del vetrocemento, affascinato dalla luminosità e dalla preziosità di questo materiale innovativo. Nel 1957, insieme a Ursula, compie un lungo viaggio in Italia e Grecia, soggiornando anche a Mykonos come ospite dell'Accademia Greca.
L'anno seguente nasce la seconda figlia, Dorothee.

Nel 1959 Ursula ottiene una borsa di studio presso Villa Massimo a Roma. Nonostante alcuni problemi di salute causati da un grave incidente, Claus continua a lavorare intensamente, realizzando importanti cicli di vetrate, tra cui quelle della chiesa di San Pietro ad Amburgo e della Nikodemuskirche.
Nel 1960 si reca per la prima volta a Ponza, un luogo destinato ad avere un ruolo fondamentale nella sua vita artistica.

Tra il 1961 e il 1962, la famiglia Wallner-Querner acquista lo Scoglio Ravia, un piccolo promontorio all'ingresso del porto di Ponza caratterizzato da un rudere e da un faro, che vengono trasformati in una casa-atelier. Wallner considera questo luogo un'inesauribile fonte di ispirazione, arrivando a scrivere che lì avrebbe trovato "un nuovo modo di vivere e di guardare il mondo".

L'incessante attività degli anni Sessanta
Gli anni Sessanta sono segnati da una feconda attività creativa. Wallner trascorre lunghi periodi a Ponza dipingendo paesaggi, marine, scogli, nature morte e ritratti, mentre continua a realizzare vetrate monumentali in Germania. Nel 1965 completa una grande vetrata alta 18 metri per il Duomo di Ulm, dedicata alle Tentazioni di Cristo, e tiene la sua prima mostra personale ad Amburgo.

Il lutto, il secondo matrimonio e gli anni Settanta
Nel 1969 la sua vita viene segnata dalla scomparsa di Ursula Querner, morta dopo una grave malattia. Profondamente colpito da questa perdita, trascorre lunghi mesi a Ponza e completa alcune opere scultoree basate sui bozzetti lasciati dalla moglie.

Nel 1970 sposa Erika Querner, sorella di Ursula e tessitrice di arazzi, con la quale continua a collaborare artisticamente. Nel 1971 nasce la terza figlia, Silveria.

Durante gli anni Settanta prosegue la sua intensa attività, realizza numerose vetrate per il Duomo di Bad Gandersheim, il celebre Portale degli Angeli, opere in bronzo, fonti battesimali, transenne per cori ecclesiastici e progetti di arazzi. Parallelamente organizza mostre dedicate alla memoria di Ursula Querner e pubblica una raccolta dei suoi diari e delle sue lettere.

Le opere di questo periodo mostrano sempre più chiaramente l'influenza della luce mediterranea e dei paesaggi italiani; la baia di Ponza, lo Scoglio Ravia e il mare diventano soggetti ricorrenti della sua pittura, caratterizzata da colori sempre più luminosi e vibranti.

L'eredità artistica
Nel luglio del 1979, dopo una lunga e grave malattia, Claus Wallner muore ad Amburgo. Viene sepolto nel cimitero di Bernadottestraße e la cerimonia funebre si tiene nel Duomo di Bad Gandersheim, per il quale aveva realizzato nell'arco di vent'anni oltre venti vetrate e un'opera scultorea rappresentata dal portale in bronzo (su bozzetto ideato da Ursula).

Della sua poliedrica opera resta l'originalità, la tenacia artistica e la straordinaria capacità di fondere la tradizione della vetrata sacra tedesca con la sensibilità luminosa e poetica del Mediterraneo.

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